Sexual Health After Menopause

La Salute Sessuale Dopo la Menopausa

La salute sessuale è più del semplice desiderio

La salute sessuale va ben oltre la libido e l’orgasmo. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce la salute sessuale come “uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale in relazione alla sessualità; non è semplicemente l’assenza di malattia, disfunzione o infermità”. (1).

La menopausa è un processo biologico naturale che segna la fine degli anni riproduttivi di una donna. Di solito si verifica nella mezza età, generalmente tra i 45 e i 55 anni, anche se il momento può variare.

È una transizione naturale che si verifica quando una donna non ha avuto il ciclo mestruale per almeno 12 mesi consecutivi.

Durante la menopausa, le ovaie smettono di rilasciare ovuli e producono livelli più bassi di ormoni come estrogeni e progesterone, portando a vari cambiamenti fisici e ormonali.

Sebbene molte donne continuino ad avere una vita sessuale soddisfacente anche in età avanzata, alcuni cambiamenti legati alla menopausa possono influenzare la sessualità.

Alcuni dei cambiamenti che le donne possono incontrare durante la menopausa includono:

  • secchezza vulvare e vaginale, minore lubrificazione e minore “elasticità” vaginale, che possono causare disagio o dolore durante i rapporti penetrativi,
  • dolore, irritazione e assottigliamento dei tessuti vulvari e vaginali, rendendo l’area sensibile al tatto,
  • cambiamenti nella sensibilità delle zone erogene, in particolare del clitoride, che può diventare meno sensibile o eccessivamente sensibile in modo spiacevole,
  • più infezioni urinarie o episodi di candidosi,
  • un calo del desiderio sessuale.

Come la menopausa modifica la salute sessuale

Cambiamenti ormonali durante e dopo la menopausa

Le fluttuazioni ormonali si riferiscono ai normali cambiamenti nei livelli ormonali che si verificano durante la pubertà, i cicli mestruali, la gravidanza e la perimenopausa.

I livelli ormonali possono variare quotidianamente, mensilmente o nelle diverse fasi della vita di una persona.

I due principali ormoni sessuali femminili sono estrogeni e progesterone. Sebbene il testosterone sia considerato un ormone maschile, anche le donne ne producono e ne necessitano in piccole quantità.

Durante la perimenopausa, le ovaie iniziano a produrre meno estrogeni e progesterone, con un calo significativo degli estrogeni. Gli ormoni di una donna in perimenopausa fluttuano in modo imprevedibile.

Durante la menopausa, i livelli di estrogeni, progesterone e testosterone diminuiscono.

Il calo di estrogeni e progesterone porta a cambiamenti nella salute vaginale. Livelli più bassi di testosterone sono associati a una diminuzione del desiderio sessuale (libido) dopo la menopausa.

La postmenopausa è il periodo successivo alla menopausa, quando una donna non ha avuto il ciclo per oltre un anno. Le donne in postmenopausa presentano livelli costantemente bassi di estrogeni e progesterone, mentre il testosterone diminuisce gradualmente con l’età.

Tessuti sessuali dipendenti dagli ormoni

I tessuti vaginali, vulvari, clitoridei e uretrali sono altamente sensibili agli ormoni e in particolare ai cambiamenti nei livelli di estrogeni.

Durante la perimenopausa e la menopausa, il calo degli estrogeni può rendere i tessuti vaginali più sottili, più secchi e meno elastici.

Questi cambiamenti spesso riduccono la lubrificazione naturale che rende il rapporto più confortevole e contribuiscono alla secchezza vaginale e al disagio durante il sesso.

La riduzione degli estrogeni provoca cambiamenti vascolari nell’area genitale, riducendo il flusso sanguigno al clitoride e ai tessuti circostanti. Questo limita la loro capacità di ingorgarsi durante l’eccitazione, un processo fondamentale per il piacere sessuale.

I livelli più bassi di estrogeni influenzano anche uretra e vescica. Il assottigliamento e l’aumento della sensibilità dei tessuti vescicali possono contribuire a sintomi urinari come urgenza, frequenza aumentata o perdite urinarie, interferendo ulteriormente con il comfort e la sicurezza durante l’attività sessuale.

Di conseguenza, il disagio sessuale dopo la menopausa è spesso principalmente biologico, riflettendo cambiamenti ormono‑dipendenti più che cause psicologiche.

Sindrome genitourinaria della menopausa e funzione sessuale

Quando una donna attraversa la menopausa, i suoi livelli di estrogeni diminuiscono insieme a quelli di altri ormoni sessuali steroidei.

Questi cali possono portare a cambiamenti in diverse aree del corpo, come vagina, vulva e vescica.

Ad esempio, gli estrogeni aiutano a mantenere i tessuti vaginali umidi ed elastici. Ma quando i livelli di estrogeni diminuiscono, la vagina può diventare secca, pallida e meno elastica, e può risultare più stretta.

Questi cali ormonali possono portare a un insieme di sintomi genitali e urinari chiamato sindrome genitourinaria della menopausa (GSM).

La GSM è definita come un insieme di sintomi e segni associati alla diminuzione degli estrogeni e di altri steroidi sessuali, che coinvolgono cambiamenti a vagina, grandi e piccole labbra, clitoride, vestibolo e introito, uretra e vescica (2).

I sintomi possono includere:

  • secchezza vaginale, sensazione di bruciore e dolore o irritazione nella zona genitale,
  • scarsa lubrificazione durante i rapporti, disagio o dolore durante la penetrazione e riduzione della funzione sessuale,
  • urgenza urinaria, minzione dolorosa o infezioni urinarie ricorrenti (UTI).

La GSM è molto diffusa, colpisce oltre la metà delle donne in postmenopausa. La condizione è progressiva e spesso i sintomi peggiorano nel tempo senza trattamento (3).

Sono disponibili diverse opzioni terapeutiche — dai lubrificanti e idratanti non ormonali alla terapia ormonale sostitutiva — per alleviare i sintomi e migliorare la qualità della vita (3).

UTI, rischio di infezioni e benessere sessuale

Perché le infezioni urinarie aumentano dopo la menopausa

Le infezioni del tratto urinario (UTI) sono comuni infezioni batteriche che colpiscono il sistema urinario e si verificano più frequentemente nelle donne.

I sintomi più comuni delle UTI includono:

  • minzione dolorosa,
  • stimolo frequente a urinare,
  • dolore al basso ventre.

La menopausa è un fattore di rischio predominante per le infezioni urinarie ricorrenti (rUTI), e il microbioma urogenitale cambia con l’età, spesso riducendo i naturali meccanismi di difesa della donna contro le UTI (4).

Lactobacillus, un tipo di batterio che produce acido lattico abbassando il pH, contribuisce a creare un microbioma vaginale in grado di proteggere da altri batteri e patogeni.

Durante la menopausa, la riduzione dei livelli di estrogeni porta a un calo dei Lactobacilli e a un corrispondente aumento del pH vaginale.

Questa combinazione crea un ambiente più vulnerabile alle infezioni.

L’impatto delle infezioni ricorrenti sulla sicurezza e sull’attività sessuale

Le UTI ricorrenti possono avere un impatto significativo sulla funzione sessuale a causa del dolore, del disagio e dello stress psicologico che comportano.

Gli studi mostrano che le donne con rUTI riportano una soddisfazione sessuale significativamente inferiore e tassi più elevati di disfunzione sessuale (5).

Esiste un forte stigma sociale legato alle infezioni urogenitali. Per molte donne, parlare di questi problemi non è culturalmente accettato, il che può portare a sentimenti di vergogna e imbarazzo (6).

Le infezioni urogenitali possono influenzare la salute mentale. Questi effetti possono variare dallo stress alla depressione e all’ansia, e sono più pronunciati nelle donne che sperimentano episodi ricorrenti (6).

Perché la prevenzione delle infezioni fa parte della salute sessuale

La prevenzione svolge un ruolo chiave nel ridurre il rischio di UTI. È possibile ridurre la ricorrenza delle UTI attraverso misure preventive come una corretta igiene, una buona idratazione e urinare prima e dopo i rapporti sessuali.

Le persone che non sono in una relazione stabile e monogama e hanno rapporti non protetti sono maggiormente esposte al rischio di infezioni sessualmente trasmesse (IST).

Le donne in postmenopausa sono particolarmente vulnerabili alle IST perché i tessuti vulvari più fragili possono facilitare l’ingresso dei virus nell’organismo.

Pertanto, praticare sesso sicuro rimane essenziale a qualsiasi età, anche quando la gravidanza non è più possibile.

Perché la sola lubrificazione potrebbe non risolvere completamente i sintomi sessuali

Molte donne in postmenopausa sperimentano secchezza vaginale o vulvare, assottigliamento dei tessuti (atrofia) e dolore durante i rapporti sessuali.

Per alleviare questi sintomi, i lubrificanti possono essere utilizzati durante l’attività sessuale come sollievo a breve termine, mentre i moisturiser sono pensati per un uso quotidiano, simile alle creme idratanti per viso o corpo.

Quando si scelgono lubrificanti o moisturiser, è importante leggere attentamente le etichette.

Evitare ingredienti come glicerina (che può aumentare il rischio di candidosi), parabeni (soprattutto in caso di storia di tumori ormono-sensibili), profumi, glicole propilenico e sodio lauril solfato (SLS), poiché possono alterare l’equilibrio naturale dei batteri vaginali e potenzialmente causare irritazioni o infezioni.

Tuttavia, esistono alcune limitazioni a ciò che lubrificanti e moisturiser possono fare per le donne in postmenopausa che sperimentano la GSM.

I lubrificanti e i moisturiser non trattano la causa alla base della GSM, che viene affrontata in modo più efficace con terapie su prescrizione, tra cui estrogeni e prasterone (deidroepiandrosterone topico, DHEA).

Sostegno ormonale e salute dei tessuti sessuali

La terapia ormonale locale si riferisce a un trattamento ormonale applicato direttamente alla vulva o all’area vaginale per alleviare i sintomi associati alla GSM.

Fornisce piccole dosi di estrogeni, DHEA o estrone direttamente ai tessuti vaginali.

Questo approccio mirato è preferito perché:

  • Ripristina l’idratazione e l’elasticità dei tessuti vaginali,
  • Offre un sollievo più efficace dai sintomi della GSM,
  • Riduce il rischio di effetti collaterali sistemici (ad esempio coaguli di sangue, aumento del rischio di tumori),
  • Evita i rischi più elevati associati alle terapie ormonali orali.

I prodotti ormonali locali sono generalmente prescritti sotto forma di anello vaginale, compresse o creme.

A differenza delle pillole orali, che sono sistemiche (cioè agiscono su tutto il corpo), i trattamenti locali forniscono basse dosi di ormoni solo alle aree interessate.

Questo tipo di somministrazione può, in molti casi, offrire un sollievo più rapido ed efficace rispetto alle sole pillole orali. Non è necessario attendere che il farmaco attraversi il flusso sanguigno: inizia ad agire subito.

La terapia ormonale locale è generalmente sicura per un uso a lungo termine. Questo la distingue dalla terapia ormonale sistemica, i cui rischi aumentano con l’età.

DHEA

Nell’ultimo decennio, formulazioni intravaginali contenenti DHEA sono state approvate negli Stati Uniti e in Europa.

All’interno dei tessuti vaginali, il DHEA viene metabolizzato in estrogeni e androgeni, entrambi dimostrati utili nel migliorare la funzione sessuale femminile, incluso desiderio, eccitazione e piacere.

Nelle donne in menopausa con sintomi vulvovaginali severi, il DHEA intravaginale ha mostrato effetti benefici significativi sull’atrofia vaginale e possibili miglioramenti nella funzione sessuale (7).

Tuttavia, al momento non sono stati dimostrati benefici della terapia orale con DHEA, e sono necessari studi con campioni più ampi per valutarne sicurezza ed efficacia nelle donne in premenopausa e postmenopausa (7).

Conclusione: la salute sessuale riguarda comfort, funzione e qualità della vita

La sessualità non — e non dovrebbe — finire con la menopausa. L’idea che la menopausa segni la fine del piacere sessuale è superata, dannosa e semplicemente falsa.

Comprendere la salute sessuale in menopausa è il primo passo per riconquistare la propria vita intima e scoprire che questa transizione non significa la fine del piacere, della connessione o della soddisfazione.

Sebbene la menopausa comporti cambiamenti nel corpo, questi cambiamenti sono gestibili, trattabili e assolutamente non qualcosa che si debba sopportare in silenzio.

La chiave è riconoscere che questi cambiamenti sono condizioni mediche con soluzioni mediche, non conseguenze inevitabili da accettare. Sono graduali, e questo ti dà il tempo di adattarti e cercare soluzioni.

Con la giusta conoscenza, il giusto supporto e cure mediche adeguate, la tua vita intima può continuare a essere appagante e piacevole.

Fonti bibliografiche:

  1. World Health Organization. Sexual health and well-being [Internet]. Geneva: World Health Organization; [cited 2025 Jan 21]. Available from: https://www.who.int/teams/sexual-and-reproductive-health-and-research-(srh)/areas-of-work/sexual-health
  2. Portman DJ, Gass ML, Vulvovaginal Atrophy Terminology Consensus Conference Panel. Genitourinary syndrome of menopause: new terminology for vulvovaginal atrophy from the International Society for the Study of Women's Sexual Health and the North American Menopause Society. Menopause. 2014 Oct;21(10):1063–1068. doi:10.1097/GME.0000000000000329.
  3. Carlson K, Nguyen H. Genitourinary syndrome of menopause. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan– [updated 2024 Oct 5; cited 2025 Jan 21]. Available from: https://www.ncbi.nlm.nih.gov/books/NBK559297/
  4. Jung C, Brubaker L. The etiology and management of recurrent urinary tract infections in postmenopausal women. Climacteric. 2019 Jun;22(3):242–249. doi:10.1080/13697137.2018.1551871.
  5. Medina-Polo J, Guntiñas-Castillo A, Arrébola-Pajares A, Juste-Álvarez S, de la Calle-Moreno A, Romero-Otero J, Rodríguez-Antolín A. Assessing the influence of recurrent urinary tract infections on sexual function: a case-control study. J Sex Med. 2025 Apr 8;22(3):454–463. doi:10.1093/jsxmed/qdae198.
  6. Thomas-White K, Navarro P, Wever F, King L, Dillard LR, Krapf J. Psychosocial impact of recurrent urogenital infections: a review. Women’s Health. 2023;19:17455057231216537. doi:10.1177/17455057231216537.
  7. Tang J, Chen LR, Chen KH. The utilization of dehydroepiandrosterone as a sexual hormone precursor in premenopausal and postmenopausal women: an overview. Pharmaceuticals (Basel). 2021 Dec 29;15(1):46. doi:10.3390/ph15010046.
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